
Vicenza smette, finalmente direi, di essere solo una cartolina perfetta e comincia a parlare una lingua nuova: quella dell’arte che vive, che provoca, che unisce. Per una settimana, teatri, biblioteche, musei e palazzi storici diventano il palcoscenico di artiste, artisti, pensatori e visionari che fanno della città un laboratorio a cielo aperto, un luogo in cui il patrimonio incontra il contemporaneo e il locale dialoga con il mondo.
Dal 10 al 16 novembre 2025, ARTis – Festival dell’Arte trasforma la città del Palladio in un bazar internazionale di idee, visioni e provocazioni creative. Il tema di questa prima edizione, “Non vi è arte senza artista”, è una forte dichiarazione d’intenti e d’identità. Dietro ogni opera c’è una persona, con sogni, fragilità e coraggio. Ma c’è anche una città che sceglie di crescere attraverso la cultura, di farsi spazio sulla scena internazionale, di attrarre menti e sguardi da tutto il mondo.
Tra i protagonisti, nomi che hanno ridefinito il nostro modo di guardare come Shirin Neshat, Ackroyd & Harvey, Emilio Isgrò e tanti altri. Ma non mancano critici e filosofi come Martin Kemp, Jacopo Veneziani e Bill Sherman, che accompagnano il pubblico dietro le quinte dell’immaginazione. E poi, un ospite che segna un punto di svolta: Maurizio Cattelan, una presenza capace di spostare equilibri e accendere dibattiti. Con il suo sguardo ironico e tagliente, Cattelan porta a Vicenza un gesto artistico che parla al mondo e fa della città una nuova tappa del contemporaneo internazionale.
Ma ARTis non è solo per chi l’arte la studia o la espone. E’ una vera e propria esperienza che coinvolge scuole, famiglie e curiosi di ogni età, con laboratori, installazioni e performance in cui l’arte diventa gioco, scoperta e incontro. Si intrecciano fili come Maria Lai; si inventano città impossibili come Canaletto; si guarda al mondo attraverso l’obiettivo di Cristina Mittermeier o si progetta bellezza con Arte Sella.
ARTis è la prova che Vicenza non è più soltanto una città d’arte, ma una città dell’arte. Viva, dinamica, capace di attrarre e di restituire, di aprirsi al dialogo globale senza perdere la propria identità. Un invito a entrare nella mente degli artisti, ma anche nel cuore di una città che ha deciso di farsi sentire, con grazia, con forza e con una visione che guarda lontano.